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Studio OPTIME-CHF : il Milrinone e.v. non risulta efficace come terapia addizionale nei pazienti con esacerbazione acuta di insufficienza cardiaca


Sebbene la terapia con farmaci ad attività isotropa per via endovenosa produca benefici effetti emodinamici, non è ben noto l’outcome ( esito ) clinico nel medio termine.
L’obiettivo dello studio OPTIME – CHF ( Outcomes of a Prospective Trial of Intravenous Milrinone for Exacerbations of Chronic Heart Failure ) è stato quello di verificare se l’aggiunta alla terapia standard del Milrinone possa migliorare l’outcome clinico dei pazienti ospedalizzati con esacerbazione acuta di insufficienza cardiaca.
Lo studio è stato compiuto tra il luglio 1997 ed il novembre 1999. Vi hanno partecipato 951 pazienti ricoverati in ospedale per esacerbazione dell’insufficienza cardiaca sistolica.
Questi pazienti avevano un’ età media 65 anni, erano in classe NYHA III o IV (92%), ed avevano una frazione d’eiezione ventricolare sinistra media del 23%.
I pazienti sono stati assegnati in modo random a ricevere un’infusione per 48 ore di Milrinone 0,5 microg/kg per minuto ( n=477 ) o placebo ( n=472 ).
Il numero medio di giorni di ospedalizzazione per cause cardiovascolari entro 60 giorni dalla randomizzazione non è risultato significativamente differente tra i pazienti a cui è stato somministrato il Milrinone (6 giorni) o il placebo (7 giorni ) ( p=0.71 ).
Nei pazienti trattati con il Milrinone è stata osservata una maggiore incidenza di ipotensione sostenuta richiedente intervento ( 10,7% versus 3,2%; p


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